Relazione madre-figlia sotto le ceneri del Sogno Americano

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Un padre, una madre e una figlia apparentemente “normali”. Una famiglia borghese americana degli anni Sessanta a cui la vita non farà sconti ma riserverà amare sorprese. È un nucleo familiare come tanti il soggetto principale al centro del film firmato da Ewan McGregor, noto attore scozzese e ora anche valido regista. È lui che nel 2016 ha portato sul grande schermo l’omonimo romanzo dello scrittore americano Philip Roth, che con American Pastoral ha vinto il premio Pulitzer per la narrativa 1998.

Protagonisti di American Pastoral il signor Seymour Levov detto lo Svedese, la sua bella moglie Dawn, reginetta di bellezza ex Miss New Jersey interpretata da Jennifer Connely e la loro figlia, tanto desiderata, Merry, l’attrice Dakota Fanning.

Il loro magico mondo fatto di soldi, bellezza, amore, serenità dei primi anni di matrimonio è turbato solo da una forte balbuzie infantile della piccola Merry, seguita nella terapia riabilitativa dalla dottoressa Sheila Smith, interpretata dall’attrice Molly Parker.

Tutt’intorno alla loro villa in campagna del New Jersey, il mondo sta impazzendo. La guerra in Vietnam, la guerriglia per le strade della vicina New York e il vortice in cui viene risucchiata Merry, ormai un’adolescente inquieta che si trasforma in un’assassina dinamitarda in fuga.

Da qui il crollo dell’American Dream della famiglia Levov: un Sogno Americano fatto di lavoro, benessere, certezze, felicità, sicurezze di una vita agiata e perbene che esplode letteralmente in faccia ai suoi inconsapevoli protagonisti.

L’aspetto interessante e inquietante della storia raccontata nel film American Pastoral è l’apparente assenza di responsabilità personali dei genitori nei confronti della figlia. Cresciuta con amore e dedizione, forse solo apparente.

Restano sepolti sotto le ceneri di quell’esplosione nella tranquilla cittadina americana una madre e il suo rapporto irrisolto con se stessa e con la propria figlia. Dawn, la madre protagonista passa dal suo involucro sociale di Miss New Jersey, donna bella, volitiva e intelligente, a un ruolo convenzionale di mamma, moglie e allevatrice di vacche, questo il suo nuovo lavoro quotidiano.

Qui qualcosa non va. L’ipocrisia verso se stessi e la mancata aderenza al proprio essere e alle proprie aspirazioni creano una polvere da sparo emozionale silenziosa che attende una miccia per esplodere. Segnali silenziosi da cogliere, comprendere, guardare e sentire prima che la vita vada in pezzi.

Fratture che un percorso conoscitivo profondo verso la realtà interiore può sanare per cominciare a vivere appieno con la forza generata dal coraggio della verità, lontano dalle invasive ipocrisie sociali e personali, narrate magistralmente da American Pastoral di Philip Roth portato nelle sale da Ewan McGregor nel mese di ottobre 2016 in Italia.

American Pastoral, USA 2016, Regia Ewan McGregor


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