Figli terribili, iperattivi, capricciosi...etc...etc...

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Sempre più di frequente mi capita di ascoltare genitori alle prese con bambini terribili, tiranni, che tengono in scacco genitori oramai sfiduciati, quasi arresi, con la paura che il solo pronunciare la parola “no” possa causargli un trauma che ricorderanno per tutta per la vita e che probabilmente  verranno a raccontare a me una volta diventati adulti.

Se spiego che anche l’essere troppo accondiscendenti può causare conseguenze  peggiori mi rispondono che è troppo faticoso sia per conseguenze pratiche dell’immediato, sia perché devono fare i conti con le loro problematiche interne (sensi di colpa) quando non appagano i desideri dei loro figlil. Certamente non sono a favore di un tipo di educazione eccessivamente rigido, da “carabiniere” per intenderci, ma dare delle regole è fondamentale, sono importanti sotto tanti punti di vista: che vanno dalla formazione di una struttura di personalità sana, al rispetto delle regole della società allargata. 


È vero è molto difficile il mestiere del  genitore, ma come tutti i mestieri si può imparare, ci vuole tempo, fatica, dedizione ed un notevole investimento emotivo, nonché la capacità di comprendere le nostre personali difficoltà che abbiamo messo da parte.
I bambini che vengono definiti “terribili” mostrano un disagio che non va sottovalutato, né attribuibile solo al carattere del bambino. Tutti i bambini hanno un temperamento di base che è influenzato geneticamente, ma l’apprendimento di alcuni comportamenti dipende soprattutto dalle dinamiche interne della famiglia e dall’educazione che hanno ricevuto.

Le tensioni all’interno della famiglia hanno degli effetti consistenti sui bambini. Problemi di varia natura come quelli economici, di salute di un membro della famiglia o più spesso della famiglia allargata, la nascita di un altro figlio, una crisi della coppia genitoriale, un lutto, possono deviare  l’attenzione dalle richieste del bambino che in quel momento, comprensibilmente, possono sembrare secondarie.

Questi eventi di vita, che di solito sono imprevedibili, sono difficili da affrontare per i genitori, che sono costretti a reagire a delle avversità non semplici o a dei cambiamenti che possono incidere sul normale sviluppo evolutivo del bambino. Quest’ultimo reagisce alle tensioni familiari con i soli strumenti che ha e cioè diventando più capriccioso, assumendo atteggiamenti da bambino più piccolo della sua età, dormendo nel lettone dei genitori o attraverso manifestazioni di rabbia o irascibilità.


È importante porre attenzione a qualsiasi cambiamento nel comportamento del bambino, e interpretarli come una spia del disagio o della sofferenza di quel momento particolare, tenendo conto che, data la sua tenera età non riesce a verbalizzarli, ma li agisce attraverso vari comportamenti. L’ascolto, la cura, la comprensione e l’attenzione possono aiutare i bambini ad affrontare insieme alla famiglia le difficoltà della vita. Quando questo non è sufficiente chiedere aiuto può essere il modo migliore per affrontare le difficoltà.
I bambini non nascono terribili……ci diventano. 


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