E poi Paulette

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Ferdinand, contadino in pensione, si ritrova, dopo il trasloco del figlio e dei suoi adorati nipotini, tutto solo nella sua fattoria. Si annoia. Non ha molto da fare, a parte sedersi fuori al bar, far inciampare le ragazze che passano da lì, aspettare che i suoi piccoli Ludovic e Lucien escano da scuola, e alla fine tornarsene a casa.

E’ attento Ferdinand quando guida, non supera mai i limiti di velocità, questo gli permette di godersi il paesaggio e soprattutto non corre il rischio di investire qualcuno, come ad esempio il cane della sua vicina Marceline. Che ci fa Berte qui in mezzo alla strada, vuoi vedere che è successo qualcosa alla padrona? Ed in effetti la poverina stava per ritrovarsi all’altro mondo per una fuoriuscita di gas e non solo, ma in seguito ad un nubifragio, la sua già misera casa rischia di caderle addosso.

Ferdinand pensa e riflette e alla fine convince la vicina a trasferirsi da lui, almeno fino a quando la sua abitazione non sarà agibile. E poi il suo caro amico Guy rimane vedovo, è un duro colpo, Gaby era tutto per lui. Si lascia andare, non mangia, non si lava, neanche si alza più dal letto. No, Ferdinand non può vederlo in quelle condizioni e allora pensa e riflette e infine lo persuade a traslocare. E le due “signorine” Lumiere, Hortense e Simone, davvero singolari; la volta che è andato a trovarle, gli hanno aperto imbracciando un fucile.

Non ce l’avevano con lui beninteso, ma è che sono molto spaventate, il nipote le minaccia perché vuole prendersi la casa e venderla. E no, questo è davvero troppo, terrorizzare così due povere vecchiette e così pensa e riflette e senza grande sforzo in verità si lasciano convincere a seguirlo. Ma Hortense è molto vecchia e anche malata, a questo Ferdinand non aveva pensato, forse ha fatto un errore ma poi pensa e riflette e, in cambio di fitto e alloggio, una studentessa del corso di infermiere si unisce a loro, deve solo per qualche ora a settimana occuparsi di Hortense.

Adesso la fattoria è davvero piena e con tante bocche da sfamare, meno male che Marceline si occupa dell’orto, ma il lavoro è tanto e lei è sola e allora…. Niente di più semplice chiederà a Kim, studente di agraria di aiutarla, in cambio c’è una stanza libera anche per lui. Ora sì che sono in tanti ma non è finita, perché alla fine arriva Paulette.
E’ una storia delicata e gradevole, piena di inizi, il che mi ha entusiasmata, perché io amo pensare che la vita sia fatti di inizi, sempre ,in qualsiasi momento o epoca, ed è piena di ottimismo, perché ci suggerisce la possibilità che esistano modi diversi di invecchiare e non “uno solo”, immutabile per tutti. Dovrei farlo leggere a mia madre, per lei la vecchiaia è come la strega di una favola, che in un sol colpo, le ha tolto tutto, bellezza, giovinezza e vigore fisico, e vive questo tempo come un torto che la vita le ha fatto. Io la consolo dicendole che invecchiare non piace a nessuno, ma vuol dire anche aver vissuto, che non è poco….., lei mi guarda con aria accondiscendente, come per dire che arriverà il momento in cui la penserò esattamente come lei.

E già adesso che ci penso e rifletto fra trent’anni anch’io potrei ragionare così. Noooo.. non credo proprio. Certo se vivrò sempre con la testa rivolta all’indietro, non facendo altro che ripetere come tutto era più bello e via discorrendo, forse si, ma se invece mi do da fare per vivere pienamente ed intensamente il mio presente ed il mio futuro, allora forse accetterò la vecchiaia non come una punizione ma come un premio.

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Inizio Novembre 2016

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