Il diritto e la tutela del Minore vittima di violenze

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Le norme nazionali ed internazionali relative alla tutela del minore vittima di reati (violenze ed abusi sessuali) sono oggetto di uno studio continuo da parte di esperti del diritto. Questa materia è in continua evoluzione a causa dell’aumento di questi reati con il passare dei decenni.

In passato, per le vittime minorenni di questi reati, era previsto come risarcimento solo ed esclusivamente un indennizzo in denaro. Nel 1999 la Commissione Europea comunica al Consiglio Europeo, al Parlamento Europeo ed al Comitato per le vittime di reati nella UE, che oltre alla questione dell’indennizzo, è necessario adottare nuove misure a favore della vittima sia di carattere  preventivo  che di assistenza.  Oltre a ciò viene valorizzato il ruolo della vittima nel processo penale.

Il minore viene considerato soggetto particolarmente vulnerabile che ha una fragilità fisica e mentale per cui il nostro ordinamento, armonizzandosi col Diritto Comunitario, cerca di tutelarlo in maniera completa. A livello europeo gli  interventi  più importanti in tale  materia sono la direttiva  92/2011 e la Convenzione di Lanzarote entrata in vigore il 1° Luglio 2012.
La legge nazionale 172/2012 ha racchiuso al suo interno i punti salienti di questi due interventi comunitari individuandoli in tre punti:
1) Il primo dà una spiegazione dettagliata di alcuni reati già disciplinati precedentemente come l’abuso sessuale e la prostituzione minorile.
a) Per abuso sessuale s’intende il coinvolgimento in attività fisiche e/o psicologiche, di una persona incapace di scegliere. La legge introduce come elemento di novità quella di indurre un minore ad assistere ad atti sessuali nonché la punibilità di chi costringe un minore a compiere atti sessuali con terzi.
b) Per prostituzione minorile il reato s’intende consumato da chiunque induca o sfrutti la prostituzione di un soggetto minore di 18 anni.

2) Il secondo punto prevede l’introduzione di nuovi reati nati con il progresso tecnologico:
a) Il Grooming, ossia l’adescamento tramite Internet per scopi sessuali.
b) L’accesso consapevole tramite Internet a materiale pornografico cioè l’utilizzo a pagamento di siti contenenti questo tipo di materiale.
c) Il turismo sessuale infantile all’interno della UE, cioè l’organizzazione di viaggi a scopo sessuale con minori. Per tale reato sono puniti sia coloro che organizzano tali viaggi sia chi ne aderisce.
d) Istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia, cioè chi, con qualsiasi mezzo o forma di espressione, istiga pubblicamente a commettere pratiche di pornografia e pedofilia a danno di minori. La norma si applica anche per coloro che pubblicamente facciano apologia di questi reati.

3) Il terzo ed ultimo punto si occupa dell’aspetto sanzionatorio e di prevenzione. Per quanto riguarda l’aspetto sanzionatorio  vengono applicate ai colpevoli di questi reati delle pene più severe perché commessi nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili.La sanzione più severa  ha lo scopo  di evitare recidive ossia che il reo ricommetta lo stesso reato e soprattutto di dissuadere altri a commettere gli stessi reati. Sono previsti ulteriori aumenti di pena quando il reato è stato commesso da soggetti che hanno la fiducia del minore come familiari, insegnanti. Il reo non può invocare come causa di giustificazione la libertà di espressione del minore o l’utilizzo di parti intime per scopi artistici o culturali. Sono previste delle cause di giustificazione quando le parti intime del bambino sono visionate per scopi medici o scientifici.


Per quanto riguarda l’aspetto preventivo lo Stato è intervenuto creando delle apposite strutture (case famiglia, centri d’ascolto) a sostegno del minore vittima e della sua famiglia, sia prima, durante e dopo la conclusione del processo penale, allo scopo di evitare il c.d. fenomeno della “vittimizzazione secondaria”, cioè che la vittima debba subire ulteriori danni morali e materiali oltre a quelli causati dal reato.
E’ stato previsto anche che il condannato sia punito con pena interdittiva da impieghi che comportano contatti con minori. I datori di lavoro, al momento di assunzioni di un dipendente per un impiego che comporti contatti con minori, deve essere informato se questa persona sia stata condannata per reati sessuali. Sono inoltre previste misure di sequestro e confisca degli strumenti utilizzati per questi tipi di reati nonché gli eventuali profitti derivanti da tali reati.   

Sono state previste una serie di norme a tutela della riservatezza dei dati personali relativi a minori ed infine è previsto che chiunque venga a conoscenza di un tipo di reato come questo può denunciarlo alle autorità competenti.
Per quanto riguarda il minore durante la fase delle indagini, occorre estrema cautela e delicatezza, in quanto il soggetto è chiamato a raccontare la violenza subita. Per prima cosa si cerca di ascoltare la sua testimonianza il prima possibile, dato che è un soggetto facilmente condizionabile da fattori esterni, ma soprattutto per evitare un ulteriore stress psicologico derivante dal processo.

La deposizione del minore può essere fatta in luoghi diversi dal tribunale, per evitare che ci sia un contatto diretto con il reo, come per esempio in strutture di sostegno o in mancanza di queste, presso il suo domicilio. Durante l’ascolto della vittima deve essere sempre presente la figura dell’Esperto, persona che ha competenze in sociologia e psicologia infantile. Il suo compito è quello di osservatore, cioè interviene a sostegno del minore ogni qual volta questo si trovi a disagio nell’esposizione dei fatti.
In definitiva si può dire che a livello europeo si sta formando un vero testo di legge in continua espansione dedicato alla tutela delle vittime di questi reati.

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