Stalking atti persecutori

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Lo stalking è un tipo di reato previsto dall’art. 612bis  c.p. il quale stabilisce che è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni chiunque, con condotte ripetute, minaccia o molesta una persona in modo tale da provocare un continuo stato d’ansia o di paura, oppure da far nascere un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto, oppure da costringere una persona a cambiare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, separato o divorziato o dal convivente o fidanzato. La pena è aumentata se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza e di un disabile.
Con questo delitto si è voluto contrastare il fenomeno dei c.d. atti persecutori nei confronti di persone. Il bene protetto dalla norma è la libertà morale della vittima che viene gravemente danneggiata nel suo equilibrio psicologico. Si deve trattare di comportamenti ripetuti nel tempo cioè abituali. La condotta del reo si deve manifestare nella forma della minaccia o della molestia.

La minaccia o la molestia devono essere idonee a creare 3 tipi di eventi:
1) Un grave stato di ansia o di paura, cioè bisogna provare che la vittima si trovi sotto uno stress psicologico e questo è compito del giudice che ricorrerà a mezzi specifici cioè utilizzando criteri medici.
2) Come conseguenza della condotta del reo è il fondato timore per l’incolumità propria della vittima o di un suo prossimo congiunto o di altra persona legata alla vittima da una relazione affettiva.
3) E quello di costringere la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita.
Il reato si consuma nel momento della ripetizione dei 3 eventi precedentemente descritti.

Di recente è stato presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il disegno di legge n. 1540 di conversione del D.L. N. 93/2013 che reca, tra le altre, misure urgenti per il contrasto della violenza di genere
Il decreto contiene numerose e importanti novità, anche procedurali, in materia di stalking e di violenza sulle donne e domestica in genere. La violenza domestica trova una nuova definizione, come l’insieme degli atti, non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica commessi non solo nel nucleo familiare o tra ex coniugi, ma anche da persone semplicemente legate da relazione affettiva in corso o concluse, anche nel caso in cui vittima e autore non abbiano mai convissuto. Se a essere vessata è una straniera irregolare, si può decidere di concedere permesso di soggiorno per consentirle di sottrarsi al suo aguzzino.

In particolare, sono state introdotte due nuove ipotesi di aggravante ex art 609ter c.p. (elenco aggravanti per il reato di violenza sessuale) quando il reato sia perpetrato nei confronti di donne in stato di gravidanza o di persone con la quale il colpevole abbia avuto relazioni legalmente riconosciute o anche solo legami affettivi. Importanti novità anche in tema di stalking con la migliore precisazione dell’ipotesi aggravata di cui al comma 2 dell’art. 612bis c.p. ( stalking ) che con questa nuova dizione ricomprende senza dubbi anche il coniuge che non sia legalmente separato o divorziato.

Con tale modifica, si estende l’ipotesi aggravata senza dubbi di sorta anche a colui che, pur non avendo ancora formalizzato legalmente al fine dell’unione, si rende autore di condotte ai danni del proprio coniuge.
Viene introdotta poi, una ulteriore ipotesi di aggravamento quando la condotta sia posta in essere attraverso strumenti informatici o telematici.
Molto importante, inoltre, la modifica del comma 4 dell’art. 612bis c.p. che prevede la irrevocabilità della querela proposta dalla persona offesa.

Il decreto contiene inoltre molte altre disposizioni che modificano il codice di procedura. In primo luogo in relazione alla misura di cui all’art. 282 c.p.p. (allontanamento dalla casa familiare) se ne ampliato l’ambito di applicazione, esteso ora ai reati di cui gli artt. 582c.p. (lesioni dolose) e 612c.p. (minaccia), è stato poi previsto che l’applicazione di tale provvedimento e le relative prescrizioni siano comunicati anche al difensore della persona offesa.

Sempre in tema di allontanamento dalla casa familiare, è stato introdotto un nuovo articolo, il 384c.p.p. (fermo di indiziato di delitto) che prevede il potere per gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria di disporre previa autorizzazione del pubblico ministero l’allontanamento urgente dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, nei confronti di chi è colto in flagranza.
Altra novità per quanto riguarda l’arresto obbligatorio in fragranza è esteso anche per i delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi.
Con riferimento all’art. 572 c.p. (maltrattamento in famiglia o verso fanciulli) è stata notevolmente rafforzata la facoltà di informazione sull’andamento della persona offesa.
Sempre con riferimento a questa ipotesi di reato è stato poi previsto che la concessione della proroga del termine per la conclusione delle indagini possa avvenire per una solo volta e che il termine per opporsi ad una eventuale richiesta di archiviazione sia elevato da 10 a 20 giorni.

Con questo complesso normativo dunque, si è inteso rafforzare la tutela alle vittime di condotte violente, fornendo da un lato una informazione costante sull’andamento del procedimento e sulle misure adottate nei confronti dell’indagato e dall’altro, prevedendo strumenti che consentono un pronto intervento delle forze dell’ordine nei casi più gravi, per scongiurare il pericolo di una escalation di violenza, spesso favorita dal permanere dalla convivenza forzata.
Il silenzio è l’arma più potente del vostro persecutore, “non subite in silenzio”. Da qui l’invito a chiamare, in caso di necessità, il numero telefonico 800199541 (indirizzo e- mail: sportello.stalking@codacons.info).
 

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