Racconti Domenicali

A cura di Pietro Grattagliano

Si tratta di brevi racconti  pubblicati  sulla mia pagina di facebook nella giornata di domenica. Sono storie di pura invenzione tratte dall’esperienza del quotidiano e dal desiderio di combattere miti e pregiudizi radicati nella nostra cultura. Ciascuna contiene, almeno lo spero,elementi che possano stimolare, in chi lo desidera, una riflessione su noi stessi, sul nostro modo di pensare e di agire e sul mondo che ci circonda. Non hanno pretese letterarie ma solo  raccontare vite che ci riguardano o che riguardano persone che conosciamo, il tutto con ironia ed umorismo. Spero piacciano e mettano in moto i neuroni del cervello.

Beautiful

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Ludovica o ViKy come tutti solevano chiamarla, era una bella quarantenne, con tutti gli attributi femminili al punto giusto.  Gli occhi era davvero straordinari, di un colore castano intenso, come quello delle querce inglesi al tramonto. Ma se qualcuno si fosse spinto a guardare intensamente quegli occhi vi avrebbe notato una profonda  e contenuta tristezza mista rassegnazione, ma si sa che gli umani preferiscono guardare le persone sulla bocca, ascoltare quello che dicono piuttosto che leggere negli occhi, tendono ad essere fuorviati dai sorrisi e non trovare proprio negli occhi la coerenza tra quello che si dice e quello che si prova.

Ma torniamo a Viky. Fin da adolescente aveva un unico desiderio: avere una casa dove crescere i propri figli con il suo principe azzurro. Coerentemente con questo desiderio non aveva voluto iscriversi all’università pur avendone le possibilità e le qualità. Conosciuto Andrea, il suo attuale marito, aveva avviato il suo progetto. Aveva avuto tre figli, a breve distanza l’uno dall’altro. E’ inutile dire che la giornata di Viky passava tra l’impegno della casa, i tre bambini che dipendevano totalmente da lei,senza lasciarle tempo per nulla, neppure per una chiacchierata col marito  che poi tanto azzurro come principe non si era dimostrato.

Andrea da parte sua non mostrava di dolersi più di tanto di questa mancanza di dialogo, avendo altre “cose” a cui pensare e dedicarsi. Ma a Viky tutto questo non sembrava pesare, aveva raggiunto l’obbiettivo della sua vita: la casa, i figli, lo sposo… cos’altro voleva dalla vita…. Forse un Lucano si rispondeva, divertita, quando si poneva tale domanda. Ma la sua disponibilità e dedizione aveva un'unica eccezione: alle ore 13.40, tutto si fermava, doveva vedere la puntata di Beautiful.

Preparava per tempo il pranzo per i bambini e per il marito e poi fuori tutti, non esisteva più nulla. Non ascoltava i bambini che immancabilmente le chiedevano qualcosa, i brontolii del marito che la rimproverava di vedere quelle stronzate americane, l’immancabile telefonata della madre. Alle 13.40 il mondo si fermava. Si immergeva nelle vicende del soap opera. Le piacevano quelle donne bellissime sempre preparate, anche al risveglio mattutino sembrano appena uscite da un beauty center e non come le comune mortali, sfatte, con i capelli arruffati ed il volto appena uscito da un incontro di box.

Per queste donne il tempo non sembrava passare mai, erano sempre le stesse nonostante il tempo passasse inesorabilmente per tutti gli altri mortali. La loro vita era un susseguirsi di colpi di scena, non si faceva  tempo a chiudere una situazione che subito ne nasceva un’altra. Non c’era la noia del quotidiano, la casa da pulire, i figli da crescere, era un mondo in cui la vita sembrava scorrere con continui colpi di scena, unico principio la soddisfazione del piacere.

Viky sembrava incantata da quel mondo in cui le donne avevano il bastone del comando e gli uomini sembravano burattini nello loro mani. E poi la sensualità che aleggiava in quelle vicende, le scene erotiche appena accennate, dietro un velo che lasciavano intuire, più che vedere, lo scatenarsi delle passioni, eccitavano la sua fantasia in maniera che lei stessa si stupiva. Purtroppo alle 14,05 quel mondo incantato si interrompeva e lei tornava alla sua realtà quotidiana e l’effetto dell’l’immersione in quel mondo fantastico sfumava lentamente.

Spesso a sera, stanca e stremata, mentre Andrea russava profondamente ed i bambini erano addormentati tranquilli nei loro letti a castello, non riuscendo a dormire  si ritrovava a pensare al senso della sua vita, alle sue aspettative, a come le cose stavano andando per un verso diverso da quello che sognava. Mentre si agitava nel suo letto con questi pensieri, la sua mente, leggendo la sua sofferenza, divagava su altri interrogativi: Ridge e Brook si sposeranno davvero?, e Taylor come reagirà? e Stephanie si farà i fatti suoi, una volta tanto?

Con questi pensieri, finalmente, la nostra Viky, si immergeva di nuovo nel mondo delle favole e riusciva ad addormentarsi. Domani è un’altra giornata di fatiche, ma c’è la 34.567 puntata di Beautiful e questo basta per andare avanti.

Il Crociato

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Pedro era un giovane venticinquenne, originario di un piccolo paese dell’Andalusia, che aveva nel cuore un grande desiderio: compiere qualcosa di nobile ed eroico che gli togliesse quella smania di fare che sentiva dentro di sé. Ma il piccolo paese dove viveva offriva ben poche occasione di diventare l’eroe che lui fin da bambino sognava di essere.

Così, un giorno, accade che passò per quel borgo una carovana di crociati che dovevano  imbarcarsi per la Terra santa. Rimase incantato dalle parole pronunciate dal vescovo che accompagnava i crociati. L’ispirato prelato parlava con ardore della necessità, per un buon cristiano, di combattere i nemici di Dio, di distruggerli perché la loro stessa esistenza era una continua offesa al cuore di Dio.

Non ci volle molto per indurre Pedro ad offrirsi volontario per la crociata: Dio vuole questo da me, che distrugga i suoi nemici. Ecco aveva trovato la sua strada. Con il cuore colmo di gioia e soprattutto con l’animo libero da quell’angoscia che lo tormentava da sempre, si preparò per la partenza: avrebbe avuto la  grande  occasione di diventare un eroe, il suo nome  sarebbe stato ricordato come l’impavido soldato di Dio senza paura e senza macchia.

La visione della città di Gerusalemme, la città santa, lo riempì di gioia. Il desiderio di liberare i luoghi santi dagli infedeli gli diede nuovo vigore. Le battaglie si susseguirono nei mesi successivi e Pedro si distinse sempre per il coraggio e la forza con cui eliminava i nemici di Dio. Ma a lungo andare tutto quel sangue, quei corpi che si spegnevano sotto i colpi della sua invincibile spada, cominciavano a turbare il suo animo.

Perché non era felice?. Stava facendo il suo dovere di cristiano, aveva il mandato di Dio. Forse sarà l’eccessiva fatica, si rispondeva quando il peso sul cuore si faceva opprimente. Così decise di prendere una breve pausa. Decise di esplorare una zona desertica prospiciente il suo accampamento. Non conosceva quei luoghi e commise l’errore  di addentrarsi, con il suo fidato cammello,  nel deserto.

Si perse. Il sole era cocente, la riserva d’acqua rapidamente finita,aveva perso completamente l’orientamento, non aveva più punti di riferimento, per cui alla fine, stanco ed assetato, cadde svenuto dal cammello con la convinzione che la sua ora fosse giunta. Quando si risvegliò si trovò all’interno di una tenda, che era leggermente mossa dal un fresco venticello, in lontananza poteva vedere delle palme, anch’esse mosse da quel venticello.

Finalmente sei sveglio! lo fece sobbalzare la voce di una giovane donna che gli si avvicinò con estremo garbo. La  donna era visibilmente un’araba con tanto di velo che permetteva solo di intravedere due occhi di un colore scuro intensissimo. Suppongo che tu sia la mia salvatrice, disse Pedro con tono gentile. Devi ringraziare il mio cane, continuò la donna, che sentito il tuo odore, ha attirato la mia attenzione…..il deserto non perdona, come la tua spada, crociato.

Potevi lasciarmi morire, replicò duro Pedro, così il tuo Dio aveva un nemico in meno. La donna lo guardò fisso negli occhi e con dolcezza gli rispose: non c’è nessun Dio nella mia vita, non ho bisogno di chiedere qualcosa a qualcuno. Sono cresciuta osservando l’equilibrio e le leggi della natura e questo mi permette di avere tutto ciò che mi serve per vivere, conto solo sulle mie forze, ma tu non puoi  capire. Era la prima volte che Pedro incontrava una donna che univa forza e dolcezza nel suo parlare e per quanto considerasse blasfemo quel discorso sembrava interdetto ed incuriositi allo stesso tempo. 

Tutti abbiamo bisogno di Dio, che vita sarebbe la nostra senza di Lui?, continuò Pedro. Saremmo tutti più liberi e ci assumeremmo la responsabilità delle nostre azioni, incalzò la donna. Cosa intendi dire…. disse Pedro sempre più incuriosito. A voi serve un Dio per calmare le vostre paure più nascoste e per trovare una giustificazione alle vostre azioni. Vi rende sereni ed appagati pensare che le vostre azioni sono conformi al volere di Dio,  così interpretate  il suo volere a vostro uso e consumo, col solo l’intento di fare cose inenarrabili.

Se non aveste un Dio, dovreste assumervi la responsabilità delle vostre azioni. Il macello che si perpetua sotto i tuoi occhi lo giustificate perché Dio lo vuole. Se non ci fosse il Dio, dovreste ammettere che ciò che vi spinge ad uccidere tante persone è solo per interesse, per sete di conquista. E’ possibile che un Dio, che voi dite pieno di amore, vi spinga a uccidere, per quattro pietre che il tempo consumerà? Se solo si ascoltasse il messaggio che viene dalla natura, dove animali, piante ed oggetti inanimati hanno imparato a convivere mantenendo un equilibrio che può essere eterno, sempre che  l’uomo non interferisca.

Pedro era in piena confusione, sentiva che quel ragionamento aveva una sua logica, ma era troppo attaccato alla sua tradizione cristiana che gli imponeva di leggere la realtà a senso unico. Penso che se arabi o cristiani ascoltassero i tuoi  discorsi  ti brucerebbero come eretica o ti lapiderebbero,osservò Pedro. Ma sarebbe sempre per volontà del Dio, disse con una leggera vena ironica la donna, non certamente perché gli uomini sono spaventati da idee diverse da quelle comuni e quindi tentano di distruggerle, eliminando quelli che le pensano. 

Non ho mai capito, continuò, perche il vostro Dio avrebbe dato un cervello all’essere umano e poi dovrebbe irritarsi se uno poi lo usa, ma si sa ci sono i misteri della fede che hanno la magia di rendere possibile ciò che per la mente è inverosimile. Ora è tempo che tu ti riposi, concluse la donna, ti aspetta un viaggio non facile. Pedro cadde in un sonno profondo. Al risveglio, con grande sorpresa, si ritrovò nel punto dove era caduto dal cammello. Era disorientato e ci volle un po’ di tempo prima che riuscisse a mettere ordine nel suo cervello.

Cosa era successo, era stato tutto un sogno, un miraggio, o più semplicemente quella donna, dopo averlo curato, lo aveva riportato dove l’aveva trovato? Non sapeva cosa rispondere, ma non era il momento di attardarsi, comunque fossero andate le cose, doveva tornare all’accampamento e riprendere la sua vita.  Da questo momento in poi si perdono le tracce del nostro aspirante eroe.

Certo rimane il dubbio se quel sogno, quel miraggio o quell’incontro sia servito ad aprire gli occhi di Pedro o a chiuderli definitivamente. Ci sono spesso occasioni nella vita che servono ad aprire gli occhi, ma siamo così abituati a chiuderli su tutto, che la possibilità che li apriamo è molto, ma molto remota.


Senilità

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Adalgisa o Ada come preferiva farsi chiamare, era una donna d’altri tempi, ormai in età avanzata. Non le era mai piaciuto rispondere all’inopportuna domanda sulla sua età, ritenendo che, nel suo caso, l’età anagrafica non corrispondesse all’età reale. Insegnante in pensione da diversi anni, vedova, aveva accompagnato i sui tre mariti all’ultimo viaggio ed aveva deciso di dedicare gli ultimi anni della sua vita alla fede. Pensava tra sé: almeno il buon Dio non  mi abbandonerà come gli altri……

Di bassa statura, magra come un chiodo, sempre preparata e curata come se dovesse andare ad una festa o a teatro, esibiva i suoi folti capelli, rigorosamente tinti di grigio con venature bluastre. Nonostante l’età, Ada continuava a guidare la sua 126, modello vecchio, di colore verde pisello, tenuta sempre linda come il salotto di casa. Attaccata allo sterzo come il naufrago alla scialuppa di salvataggio, si muoveva per le strade del Vomero, incurante degli automobilisti che le strombazzavano per farla andare più veloce: lei, fissa, come il milite ignoto, non cambiava il suo passo, non aveva fretta… non aveva impegni pressanti e poi.. nessuno l’aspettava..

Di carattere deciso e forte, magari i mariti sostenevano che era testarda, cocciuta e prevaricatrice, ma a lei faceva piacere pensare di essere solo una donna determinata in tutto. Ora che era al crepuscolo la sua vita scorreva secondo ritmi cadenzati, come del resto accedeva già in passato. Sveglia alle 6 del mattino, primo pensiero il segno della croce con tanto di bacetto finale, poi spegneva, per risparmiare la corrente, le tre lucine davanti alle foto dei mariti, che sembravano già morti prima ancora che arrivasse l’evento finale.

Quindi la tazzina di caffè e poi subito in strada per la S. Messa delle 7. Nella Chiesa vuota, Ada sedeva sempre al primo banco ed ascoltava estasiata la Parola di Dio. Più che partecipare al rito sembra concelebrasse con il sacerdote tanto era il fervore mistico che la sosteneva. Ma il momento topico era al Padre Nostro quando allargava le scheletriche braccia e sembrava voler abbracciare il mondo intero.

Uscita dalla chiesa si concedeva una colazione al bar dove seduta al tavolino si godeva la calda ciambella ed il cappuccino. Sedeva sempre allo stesso tavolino prospiciente alla strada in modo da poter ammirare il passaggio della gente che andava a lavoro o i ragazzi a scuola. I suoi piccoli occhietti, di colore verde chiaro che non avevano con l’età perduto la loro bellezza, ammiravano quell’umanità che correva verso le mete più disparate.

Nulla le sfuggiva e non lesinava critiche soprattutto a donne vestite”poco dignitosamente” o in atteggiamenti “troppo affettuosi”, scuoteva la testa e pensava: fine e munne, non c’è più moralità….. perciò ci sono tante cose brutte nel mondo e sospirava sorseggiando il cappuccino che si era ormai raffreddato. Poi si alzava ed andava al mercato per la spesa ed infine a casa a cucinate. Un po’ di televisione per compagnia ed il solito riposino. Il pomeriggio lo trascorreva mettendo ordine in casa e poi alle 18.00 in punto di nuovo in chiesa per il S. Rosario con le poche amiche che erano sopravvissute e con le quali tra una Ave Maria e l’altra si scambiava occhiatine complici e talvolta qualche chiacchiera maliziosa. 

Aspettava che il sacrestano chiudesse la chiesa per schiodare dal suo scanno. A casa una frugale cena e poi o un po’ di TV o un libro da leggere. Finita la giornata il rito si chiudeva con la riaccensione delle lampade votive ed il segno della croce. Buona notte Adalgisa, sogna gli angioletti, domani sarà un’altra straordinaria giornata da vivere fino in fondo.

Celestial Facebook

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Quella mattina il Padreterno si svegliò tutto accigliato e come primo atto fece chiamare S. Pietro. Non era la prima volta che aveva dei contrasti con lui per il suo modo “poco ortodosso” di comportarsi. S. Pietro si presentò al cospetto del Creatore, come al solito, tranquillo, come chi era a posto con la coscienza. E’ possibile, esordì il Creatore, che ogni giorno ne debba sapere una nuova sul tuo conto? Cosa ti hanno raccontato questa volta quelle “anime sante” del Paradiso, esclamò S. Pietro, mostrando tutto il suo disappunto per le continue “spiate” ai suoi danni; “certe abitudini”, continuò, non si perdono neanche con la morte. E’ per mantenere il Paradiso come luogo di purezza, disse Dio, ogni anima contribuisce a rifer…. a sottolineare le azioni che non si confanno a questo luogo.  

S. Pietro aveva l’impressione che questo discorso lo aveva già sentito pronunciato da tanti “ buoni cristiani”che giustificavano le “soffiate” e le “maldicenze” con il bisogno di mantenere intatta l’integrità della fede. Ma il pescatore di Galilea si guardò bene da intavolare di nuovo un tale discorso con il buon Dio, conosceva bene il suo pensiero e si sarebbe fatto solo il sangue amaro, meglio cambiare discorso. Di cosa mi si accusa chiese il Santo ? Ti sei messo a chattare su celestial facebook…. e in questo non c’è nulla di male, ma tu  hai stretto amicizia con le anime che si stanno purificando in Purgatorio…. E  in modo particolare….e qui il volto di Dio divenne più cupo, con certe anime che nella loro esistenza terrena hanno dato ampio spazio alla lussuria…. adulteri ,concubini, fornicatori ed altri della stessa specie….. Davvero non ne capisco la necessità, continuò Dio scuotendo la testa, non ti bastava chattare con le anime del Paradiso? Ma Signore, si giustificò Pietro, hai mai letto cosa scrivono quelle tue anime sante? Sempre le stesse cose, brani del vangelo che conosciamo tutti a memoria, inni alla tua gloria, alla tua misericordia, pensieri edificanti, mai qualcosa che attenga alla loro vita, al loro pensiero, mai una battutina ironica, una noia infinita!

Confesso la mia colpa, continuò Pietro, è vero, mi annoia sempre la stessa minestra riscaldata fino all’inverosimile. Poi sono stanco di stare fuori al cancello con le chiavi del Paradiso ad aspettare le anime che arrivano dalla terra e che si fanno sempre più rare. Mi sembra come nei negozi italiani in tempo di crisi, lì non si vede un’anima viva, qui in Paradiso, negli ultimi tempi, non si vede un’anima morta. Dio ascoltava le argomentazioni di Pietro, non le condivideva, ma lo ascoltava con attenzione, perché nonostante lo considerasse una gran “rompiscatole” con il  suo continuo contestare, quel pescatore gli era sempre piaciuto. E questo giustifica ,la ricerca di sensazioni non lecite? disse Dio. Non è questo lo scopo Signore, intervenne Pietro, è il desiderio di ascoltare storie vive, palpitanti, piene di voglia di vivere, di comprendere le passioni che si agitano nell’animo umano e che spingono a comportamenti che la religione definisce peccaminosi e tu stesso decidi di punire con la purificazione del Purgatorio.

Vedi,Signore,non è la morbosità di certe storie che mi interessa, ormai…. ma l’umanità che traspare da quelle storie,con l’occhio di chi vuole comprendere e non giudicare o peggio giustificare certi comportamenti. Certamente l’uomo non è perfetto, ma a me incuriosiscono queste storie perché mi sembra di intravedere, almeno in alcune, il desiderio o la ricerca di una vita vissuta intensamente senza tenere conto del pensiero comune e ben pensante che finisce per dar vita a vite scialbe, sempre uguali e dove il piacere spaventa e quindi bandito come “peccaminoso”.

Mi stai dicendo, intervenne Dio, che la tua è una semplice ricerca sull’animo umano? In un certo senso, rispose Pietro, lo è, ma c’è di più…. e qui il Santo cercò di misurare le parole per non suscitare le reazioni dell’Onnipotente… Vedi Signore…. mi interrogo sul valore da attribuire al dono della vita che tu elargisci. Puoi essere più chiaro, disse incuriosito il buon Dio. Bene, rispose S. Pietro, non senza una qualche esitazione. Mi chiedo il valore da attribuire a certe vite che, pur vivendo nel solco dei tuoi precetti, sono senza slanci, senza passioni, senza la voglia di prendere dalla vita tutto quello che offre, chiuse in una visione in cui il piacere ed il peccato sono intimamente connesse, dove i sensi di colpa la fanno da padrone  e la sofferenza viene interpretata come punizione per le colpe commesse. 

Ma Io non ho mai detto che il piacere ed il peccato sono legati necessariamente, intervenne Dio, a volte lo è, altre volte no, né mi sono mai sognato di inviare punizioni per gli errori degli umani. Tu non l’hai detto, disse con una punta ironica Pietro, ma quelli che parlano nel Tuo Nome lo dicono dagli albori della Cristianità! Il Buon Dio facendo leva sulla tutta la Sua Misericordia dovette convenire che il discorso di Pietro un qualche fondamento lo aveva, per cui fece, come di solito fanno gli umani di fronte a questioni che non sanno dirimere sul momento, prese tempo.

Ok Pietro, concluse, porta avanti la tua ricerca, hai visto mai che ne esca qualcosa di buono! Tieni conto che ti tengo d’occhio. Per me va bene, rispose Pietro sollevato,ti prego solo di allentare la “sorveglianza", sai mi agevolerebbe nella mia ricerca. Sia sempre lodato il tuo nome. Amen.

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Inizio Novembre 2016

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